Gust-è

Tipologia

Complesso conventuale con chiesa

Stile

Rinascimentale con integrazioni barocche

Anno di costruzione

1561–1583

Caratteristiche principali

Il complesso fu voluto da Giovan Battista I Protonobilissimo e il progetto è attribuito a Giovanni Maria Tarantino di Nardò. La chiesa dello Spirito Santo, a navata unica, è una delle più significative testimonianze dell'architettura rinascimentale salentina nel linguaggio degli ordini mendicanti. Il convento fu sede dell'Accademia degli Eclissati nel 1732, diventando un importante centro culturale per il basso Salento. Dopo la soppressione napoleonica del 1809 cadde progressivamente in abbandono, fino al restauro del 1996 in occasione della riunione del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea, che ne ha restituito leggibilità e dignità.

A Muro Leccese c'è spazio non soltanto per la Storia, ma anche per le storie. Quelle che parlano di relazioni, opportunità e fiducia. Gust-è è una di queste: un luogo dove l'ospitalità assume il volto delle persone e dove ogni incontro diventa un'occasione di crescita reciproca.

Immerso nel verde del Parco del Crocefisso, Gust-è è molto più di una caffetteria o di un info point: è uno spazio in cui l’accoglienza diventa relazione, il lavoro diventa opportunità e le differenze si trasformano in valore. Entrando da Gust-è si entra in una storia collettiva fatta di fiducia, autonomia e partecipazione. Una storia che vede protagoniste persone appassionate e impegnate ogni giorno nell’accoglienza dei visitatori, dimostrando come l’inclusione possa essere qualcosa di concreto, semplice e profondamente umano.

In un tempo in cui spesso si parla di comunità senza riuscire a costruirla davvero, Gust-è rappresenta un esempio prezioso di cittadinanza attiva. Qui ogni gesto, ogni sorriso, ogni incontro racconta un modo diverso di abitare il territorio: un modo fondato sulla condivisione, sul rispetto e sul riconoscimento delle capacità di ciascuno. Per questo Gust-è è anche uno dei luoghi più autentici di Muro Leccese. Perché accanto alla storia, ai monumenti e ai paesaggi, racconta il volto contemporaneo di una comunità che sceglie di essere aperta, accogliente e solidale. Sedersi a un tavolo, fermarsi per una pausa, conversare, sorridere significa diventare, anche solo per un momento, parte di questa storia. Una storia da ascoltare, da condividere…da gustare.

Questo luogo fa parte del percorso:

Il cammino della spiritualità